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11-10-95 Un sacerdote

LA SAPIENZA

MESSAGGIO DI UN’ANIMA: UN SACERDOTE


Sono un monaco sconosciuto e non sono un santo, tutt’altro. Sono venuto qui stasera per implorarvi una preghiera. Non sono stato fedele a Dio, non ho saputo combattere la buona battaglia della fede. Mi sono inorgoglito per i doni che Dio mi aveva dato, mi sono lasciato trascinare dall’ambizione. Ho passato intere nottate a preparare programmi, a scrivere libri, ho addirittura digiunato per sfigurare il mio volto. Tutto per il plauso del mondo, che mi ha creduto ciò che non ero. La croce dell’ambizione si era fatta pesantissima, ma l’amor proprio era tale che mi sarei fatto schiacciare da questa, piuttosto che liberarmene. Ho vissuto di rinunce, di sacrifici, tra enormi difficoltà. L’avessi fatto per amore di Dio! Mi sono macerato per amore della mia ambizione. Vi chiederete perché sono qui stasera e il perché di questa pubblica confessione. Perché ho ammirato, apprezzato la vostra umiltà, la vostra semplicità, il vostro sincero desiderio di camminare aderenti alla volontà di Dio.
Sorelle mie, permettete che così vi chiami, non lasciatevi contagiare dal mondo, rimanete così. Io non sono disperato, però, non è questo che voglio comunicarvi, sono deluso, deluso per la mia stupidità. Io che sulla terra ero sapiente, qui mi sono scontrato con la mia stoltezza, perché solo uno sciocco può vivere per rendersi importante agli occhi di creature simili a lui. E come sono le creature sulla terra? Non sono che ombre, ombre alle quali Dio solo può dare consistenza attraverso la luce dell’umiltà. Sì, sorelle mie, sulla terra si è servi inutili. Tutto l’affannarsi, il programmare, il sopportare che la carne vi chiede, è una nullità. Non è che inconsistenza, perché soffoca la vita dello spirito e, una volta lasciato il corpo, liberato lo spirito, si avverte la pochezza, l’evanescenza del proprio essere. Un’ultima raccomandazione mi permetto, a voi che forse non ne avete bisogno. Liberatevi dai condizionamenti, dalle pastoie del mondo. Nutrite il vostro io interiore, liberandolo dalle catene, perché davvero voi avete racchiuso nel vostro corpo un tesoro preziosissimo. Liberate il vostro spirito con l’esercizio della preghiera, vivendo il Padre Nostro come Gesù ve lo ha tracciato. E’ giustissima quella affermazione secondo cui l’uomo si arroga il diritto di perdonare perché si crede qualcuno.
No, sorelle mie, l’uomo SARA’. Ora non è. Ricordatelo. L’uomo SARA’, ora non è.
Vi ringrazio per le preghiere con cui vorrete ricordarmi e ritorno nel mio angolino, nel mio silenzio, nella mia solitudine, a meditare. Dio vi benedica.

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