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16-11-94 da Gesù

LA SAPIENZA

da Gesù

Ho dato alla mia Maria il permesso di venire da voi perché comprendiate che i figli di un Re non possono e non devono vivere da mendicanti.
Regnare è avere coscienza della propria nobiltà, la corona di cui vi ho dotate non sarà mai visibile all’occhio umano, ma voi dovete sentirla sul vostro capo, perché vi aiuterà ad essere di conseguenza. E’ questo che Maria ha voluto insegnarvi. Io sono quel Gesù che le tese la mano, quel Gesù che, dopo averla guardata, la liberò, rendendole la sua dignità. Voi siete come quei bambini che giocano distrattamente con i gioielli della mamma. Li calpestano con i loro piedini e li nascondono tra i coriandoli.
Tutto quello che avete ricevuto dal Padre è estremamente prezioso e va utilizzato con il rispetto che sempre avete con gli oggetti che più vi sono preziosi e cari. Figlie carissime, la vita che io vi ho dato che cos’è per voi? Qualcosa da utilizzare a vostro piacimento, da sfruttare, da insudiciare, da mercanteggiare, da calpestare, o qualcosa di prezioso da custodire, da onorare, da arricchire per riconsegnarla a chi ve l’ha donata splendida e preziosa come vi è stata data? La vita non vi appartiene, perché dovete riconsegnarla. A questo non pensate mai. Io sarò a giudicare se avete vissuto in maniera degna della nobiltà che vi è stata conferita: i figli di Dio devono restare figli di Dio. Il grano deve essere utilizzato come Dio comanda.
Figlie mie, voglio da voi di più, voglio quello che è mio e che Io vi ho dato. Vi lagnate troppo, vi adagiate troppo nelle comodità della vita presente; non intendo dire che dovete portare il cilicio: quello che vi viene dalla mano di Dio basta, è sufficiente. Ma perché tante continue lamentele? I digiuni ve li fornisco Io con la mortificazione, i dolori ve li do Io attraverso le incomprensioni e le umiliazioni, le sofferenze fisiche vi vengono da Me. Penitenza è chinare il capo e accettare tutto ciò che Io, nella mia infinita Sapienza, ho pensato per voi. Non dovete inventare niente per contentarmi, dovete solo accettare, nell’abbandono più fiducioso. Questo voi dite sempre di volerlo fare. E perché continuamente ve ne lagnate? La vita nasce nel dolore, la vita cresce nel dolore, la vita risorge nel dolore. Ma ricordate che, se a Me vi affiderete, Io vi ristorerò, vi curerò le ferite, addolcirò le vostre pene, riempirò di soavità il vostro cuore. Abbandonatevi a Me, andate per le strade a fronte alta, con il sorriso dolce di chi sa di potere tutto, perché voi con Me tutto potete. Allora non avete nulla da temere, nulla di cui preoccuparvi: Io vi guiderò se voi mi offrirete il vostro dinamismo e la vostra disponibilità. Null’altro vi chiedo. I vostri problemi dateli a Me: insieme li risolveremo.
Voi siete qui stasera perché Io vi amo. Voi siete qui stasera perché mi amate. Questo non è un amore di sentimento: è un amore di volontà, cioè voi volete quello che Io voglio. L’amore è così, l’amato vuole, l’amante dà. Dovete imparare ad essere AMORE. Non a voler bene più o meno, ma ad essere amore. L’amante muore a se stesso perché l’amante trionfi: non c’è gioia più grande di questa. Questo ha voluto dirvi Maria di Magdala, questo ha cercato di farvi capire. Ogni vostro pensiero, il più piccolo movimento del vostro animo, Io lo scruto, lo correggo, lo esalto. Sappiate, mie care, che Io sono sempre, ma proprio sempre, con voi e, con rammarico, devo dirvi che difficilmente voi vi rivolgete a Me. Sono un ospite molto trascurato nel vostro cuore, questo mi dà tristezza. Chi ama desidera essere riamato e voi mi dimenticate costantemente. Dovete imparare a muovervi con Me, a respirare con Me, a pensare con Me, a decidere con Me, a pregare con Me, a soffrire con me, dovete imparare a vivere con Me. Ogni vostra preghiera è da Me ascoltata, soprattutto quelle semplici, spontanee, umili preghiere che vi sgorgano dal cuore quando siete nell’afflizione o nella gioia. Ascolto anche tutte le preghiere che mi rivolgete per sollevare le sofferenze altrui, nessun pensiero, nessuna parola si perde, se rivolta a Me. Parlatemi più spesso, Io sono nascosto nel vostro cuore, voi siete mie ed Io vi voglio.
Prima di accostarvi alla Comunione, supplicate la Mia Mamma di accogliermi con voi. Lei arricchirà il vostro cuore e il nostro incontro sarà più gioioso. Sappiate, figlie carissime, che Io sono sempre molto ansioso di entrare nel vostro cuore attraverso l’Eucaristia: mi stringo a voi e voglio che anche voi vi stringiate a Me. La Comunione è comunione: unione con. Unione con Me, unione di Me con voi. In chiesa, nascosto dalla porticina del Tabernacolo, sono sempre solo; c’è chi va e chi viene, ma pochissimi sono coloro che guardano oltre la porta, pochissimi sono quelli che mi parlano, che mi salutano, che mi interrogano.. Pochissimi persino coloro che mi chiedono grazie. Ricordatelo quando entrate in chiesa: Io sono lì, da solo.
Con questa riflessione stasera vi lascio. Ricordate che vi aspetto. Vi osserverò entrare in chiesa e ascolterò quanto mi direte.
Io, il Signore, ho parlato. La mia benedizione scenda su di voi e ravvivi la vostra fede. Amen.





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