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16-11-95 Tre sacerdoti

LA SAPIENZA

MESSAGGIO DI TRE SACERDOTI


Pie donne di buona volontà, c’è stato permesso di venire a voi stasera per ribadire quanto già stavate dicendo: nel cammino di fede la figura del sacerdote è fondamentale perché le anime si possano abbeverare alla linfa della santità di Cristo, che il sacerdote rappresenta. Perché la figura del prete principalmente a Cristo deve riferirsi. Gesù è passato sulla terra educando, illuminando, correggendo, guarendo, ma, soprattutto, salvando. Salvando tutti coloro che, bisognosi di quella salvezza che solo da Dio proviene, si rivolgono a Lui con fiducia. C’è, però, un piccolo particolare che spesso sfugge ai più attenti osservatori della vita di Cristo. Gesù passava le notti molto spesso in luoghi isolati a pregare. Gesù era l’Unigenito del Padre sulla terra, eppure costantemente si teneva unito all’Onnipotente per guidare il piccolo gregge, che il Padre gli aveva affidato, alla libertà che tutti i  figli di Dio devono conquistarsi. Pensate quanto più uniti al Padre dovrebbero tenersi i suoi ministri, che, invece, vivono con lo sguardo rivolto al mondo, con le orecchie attente alle sue lusinghe. Come possono le loro labbra parlare di argomenti santi appesantiti, come sono, dalla schiavitù della materia? Questo non vuol dire che non si debba più provare la pesantezza per le esigenze che il corpo reclama, ma che bisogna imparare a purificare cuore, mente e sentimenti per diventare trasparenti al punto da poter riflettere la luce della Verità.
La maggior parte dei seminari ancor oggi è piena di ragazzi plagiati e che credono di poter sistemare così il loro futuro, superando i rischi che l’attuale momento di crisi fa loro paventare. Questo per farvi capire che, spesso, la fede in queste scelte c’entra poco. I sacerdoti che vi assistono, nella vostra città, sono uomini che, addirittura, spesso contro la loro volontà, hanno dovuto prendere i voti; non parlo di tutti, ovviamente. Perché queste confidenze stasera? Perché vi rendiate conto che, da questi uomini, non potete pretendere di più di quanto non riescono a dare. Allora, che fare? Vi chiederete. Sono un sacerdote e lo sarò per l’eternità e questo argomento mi sta a cuore, perché anch’io ho sbagliato e solo ora ho la misura esatta del mio madornale errore. Vi dirò, molto sinceramente, che spesso il sacerdote, passati i primissimi anni, si pente della sua scelta e cerca di rimediare scendendo a compromessi con la propria coscienza e arraffando come può, a destra e a sinistra, tutto quanto può alleggerirlo dal peso di quella scelta errata. Vi parlo per mia esperienza  per l’esperienza dei due fratelli che, in questo momento, si trovano accanto a me. Se avessimo avuto la fortuna di incontrare persone, donne o uomini non ha importanza, con la fede robusta che voi avete, molti peccati da noi commessi non ci sarebbero stati, perché il prete non si sente solo in quanto celibe. Vi scandalizzerò, ma devo dire che di donne ne ha fin troppe, se donne vuole. Quello che al sacerdote manca è una persona che lo assista, che lo incoraggi a credere in se stesso e nella validità e nobiltà del suo impegno fra gli uomini. E’ importante che il sacerdote si senta apprezzato nel suo lavoro, compreso, stimato, aiutato. Spesso, però, le persone più assidue della Chiesa si servono del prete e della parrocchia come di un luogo di ritrovo. Un luogo che permetta loro di distrarsi e di servirsi del sacerdote per ottenere tanti piccoli e grandi favori. La loro missione viene, così, continuamente umiliata, inoltre, la confessione è spesso un  momento per sfogare i propri livori, per raccontare certe fantasie qualche volta fatte ad arte per turbare la già inquieta realtà di un uomo chiamato a vivere controcorrente.
Qui, stasera, non vi voglio parlare del prete corrotto, anche quelli ci sono, vi voglio, semplicemente, descrivere sommariamente, la realtà dei preti che, normalmente, vi è dato di incontrare e che, come Gesù dice, non sono né caldi, né freddi. Sono questi i mediocri, ma, proprio perché mediocri, se aiutati, potrebbero migliorare la loro squallida realtà interiore. Lascio alla vostra intelligenza e sensibilità le conclusioni. In due parole vi dirò: aiutateli, non criticateli, ne hanno bisogno, esattamente come i fedeli hanno bisogno di bravi preti.
Normalmente i preti vengono lodati per le loro doti umane, io vi prego, per amore di Dio, di lodarli quando fanno prediche sensate, di discutere con loro su quegli errori di cui, prima, parlavate con grande umiltà, dando loro l’impressione di chiedere spiegazioni, ma non andate lì con l’atteggiamento di chi vuole insegnare, otterreste l’effetto opposto. Noi siamo stati mandati da Dio per aiutarvi in questo compito, visto che, seriamente, vi ponete il problema e che avete buona volontà. Pregate per noi così come noi preghiamo per voi. Ci faremo risentire.

                                  Padre Ruggero  Don Leonardo  Padre Mario






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