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22-2-93 da S. Teresa

LA SAPIENZA

Dallo spirito R.

Quando si sale per raggiungere la cima di un monte, tutto lo sforzo e l’attenzione è concentrato nell’arrampicarsi in modo che non ci siano cadute. Raggiunta la cima del monte la tensione si allenta e pare di non avere altro da fare che guardare il paesaggio. Questo momento di distrazione, di rilassamento può portare a rovinose cadute. Così è per chi crede di aver raggiunto la cima, guarda tutto con distacco e non sta attento a dove mette i piedi. Questo vi dico perché voi non cediate alla tentazione di rilassarvi erroneamente, convinte di aver raggiunto la cima. Bisogna camminare stando ben attente a dove si poggiano i piedi, salire lentamente equivale alla costanza che mai vi deve abbandonare. Nel cammino spirituale è così, chi si fa prendere da pigrizia e si ferma, non resta al punto che ha raggiunto, ma torna indietro. Per questo Gesù dice: seguitemi. Camminare dietro di Lui è avanzare continuamente. Chi temesse, scegliendo nuove soluzioni di vita, di fermarsi nel cammino intrapreso verso il Signore, sappia che corre questi pericoli. Pregate l’Angelus e preparate i vostri cuori ad accogliere una grande anima che stasera vi ha onorato della sua presenza: è un’anima mite, semplice, dolcissima, che tutte voi conoscete più o meno bene, è



SANTA TERESA DEL BAMBINO GESÙ


Vi saluto sorelle, sono venuta per trasmettervi la mia gioia e la fiducia che desidero abbiate sempre in Gesù. Volete sapere come è Gesù? Ve lo dico.
Immaginate un innamorato che ha perso la testa per la fanciulla del suo cuore, ebbene Gesù è proprio così. E’ innamorato di voi, vi aspetta lungamente, spera sempre che gli rivolgiate la parola, che gli facciate un sorriso, ogni gentilezza che potreste rivolgergli lo riempirebbe di gioia, si accontenta di tutto, non solo di quello che per amor suo cercate di fare, ma anche di ciò che non vi riesce di fare. Nella mia ‘Piccola via’ descrivo minuziosamente con quanta semplicità e con quanta gioia Gesù vuole essere amato. Sono venuta stasera per dirvi che, se tornassi sulla terra, vorrei poter fare molto di più per Gesù e per il mio prossimo. Infatti, nella mia gioia senza ombre, ho quello che voi chiamate un rimpianto, il rimpianto di non aver meritato tutto quello di cui oggi godo qui. Perché vi dico questo, sorelle mie? Vi dico questo per infondervi il coraggio per affrontare con fermezza tutto quanto vi viene dal cielo, gioie vissute lodando Dio, dolori sopportati per amore, ingratitudini accettate con pazienza, incomprensioni che offrirete a Gesù chiedendogli di unirle alle sue. E poi c’è la gioia del lavoro, lavoro che sempre dovrà essere svolto con serenità e compiacenza. Un punto è necessario avere sempre come riferimento, questo punto supera e sorpassa la comprensione delle cose di quaggiù; questo punto a cui dovete tendere è il cielo. Credetemi, sorelle, ma credetemi davvero, il Padre nostro chiede pochissimo in cambio di quello che ci dà. Sono felice di vedervi così raccolte e piene di buona volontà.
Non fatevi programmi per il futuro, mi permetto di darvi un consiglio ancora, vivete minuto per minuto, vivete sempre adesso, vivete sempre il momento che vi è concesso per riempire ogni spazio di questo momento di grande dolcezza, perché Gesù e Maria sono dentro di voi. Quante anime purganti vorrebbero stare un solo istante con Gesù e Maria così come voi state! Per questo vi chiedo: non dimenticateli, non rinchiudeteli in un angolino del vostro spirito quasi fossero dei prigionieri. Se sapeste, sorelle, con quanto riguardo andrebbero accolti! Restereste ore ed ore in adorazione con le mani strette sul vostro cuore. Gesù e Maria: i loro occhi sono pieni di luce, sono pieni di amore. Queste due potenti forze del cielo, sorelle mie, sono innamorate di voi; non c’è mamma più dolce, più perfetta, più amorevole, più comprensiva della nostra Mamma Celeste. Parlando di voi vi chiama con dei vezzeggiativi, con trepidazione vi osserva perché non cadiate nelle grinfie del nemico e quanta gioia le date quando rispondete al suo amore con una vostra azione d’amore. E Gesù! Vorrei tanto riuscire a comunicarvi ciò che Gesù è. E’ amico, ma non un amico come quelli della terra, è un amico che vi scruta per esservi sempre d’aiuto, è un amico che vi comprende, è un amico che vi sprona perché la vostra creatività non sosti in qualche avvenimento a Lui poco gradito perché vi nuocerebbe. E’ un fratello, ama stare con voi, appartenere alla vostra famiglia, entrare in intimità con tutti quelli che vi stanno a cuore e, attraverso voi, ci riuscirebbe se voi glielo consentiste, ma Gesù è ancora di più, è lo sposo, lo sposo con cui organizzare tutta la vita. Uno sposo che vi sostiene, vi conforta, vi consiglia, vi arricchisce con i suoi doni, ma soprattutto uno sposo che vi ama.
Cosa fa una moglie innamorata del proprio sposo? Le pensa tutte pur di accontentarlo e di vederlo felice. E non vi sembra, sorelle mie, che anche voi dovreste fare lo stesso con questo Gesù che vi ha prescelte e che mi ha permesso di venire a parlarvi di Lui e della Mamma? S. Caterina lo amò talmente che Gesù scese da lei per sposarla. Provate anche voi ad entrare in questa confidenza amorosa con questo sposo divino. Non preoccupatevi di dare tanto, preoccupatevi, piuttosto, di dare quello che sapete dare, cominciando dai più piccoli pensieri, dalle più piccole azioni. Fate come S. Caterina: cucinava, lo faceva per il suo sposo, con chiunque parlava, lo faceva per trasmettere ciò che il suo sposo le diceva, persino si vestiva sempre con grazia per piacergli anche nella compostezza del suo essere esteriore.
Un fiore dato a Gesù non è un fiore dato al nulla, perché Gesù vi ricambierà coprendovi di fiori, è questo che non avete capito ed è per questo che io sono venuta. Rivolgetevi a me quando le forze vi mancano e vi sentite deboli. Fate vostri questi pensieri che stasera ho seminato dentro di voi. Un’ultima raccomandazione: pregate con il cuore e, quando l’ira vi sorprende, stringete i pugni e supplicate il vostro Angelo che vi liberi subito da quell’inquietudine.
Vi lascio deponendo nel vostro cuore un sorriso che vi spinga al Bene, ed una lacrima che vi inviti al sacrificio per la salvezza di tutto il genere umano. Gesù Bambino sia la vostra forza come lo è stato per me. Voglio dirvi ancora: non abbiate paura della santità, è una strada stretta, per camminare agevolmente dovete farvi piccole piccole e semplici semplici. Tutto qui.
Gli Angeli che mi hanno accompagnato stanno intonando il Gloria, pregate con noi. Gloria a Dio nell’alto dei cieli. La Quaresima sia per voi un periodo di grande prosperità spirituale, con questo augurio vi saluto, non dimenticate nei quaranta giorni che seguiranno di baciare ogni giorno le cinque piaghe di Gesù, poi, con un’Ave Maria ringraziate la Madonna che con tanto amore ha seguito la Crocifissione del suo adorabile Figlio. Che la Pasqua sia davvero fonte di risurrezione per tutte voi. La Luce sia con voi. Camminate in quella stradina, piccole piccole, semplici semplici.







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