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30-11-92 dallo spirito R.

LA SAPIENZA

dallo spirito R.

La preghiera sgorgata dai vostri cuori come incenso è salita al Padre che è nei cieli. Vorrei che tutte voi sentiste l’importanza e l’utilità di questa preghiera semplice e profondissima: Dio non aspetta che questa disponibilità da voi. Dio, figlie carissime, non ha bisogno degli uomini, ma se ne serve per completare il piano di salvezza iniziato dal ‘sì’ di Maria. L’espressione massima di questo disegno divino fu raggiunta sul Golgota quando Cristo, l’agnello innocente, puro, senza difetti, si collocò tra cielo e terra per ricongiungere gli uomini a Dio e portare Dio agli uomini. Questo piano di salvezza è perfetto e pienamente realizzato. Ciò nonostante l’uomo è chiamato a contribuire, nella misura che Dio vorrà, a completare, come disse S. Paolo, quello che manca alla Passione di Cristo per mezzo della partecipazione attiva di ciascuna creatura di buona volontà. Voglio dire che Cristo ha pagato tutto il debito dell’uomo a Dio, ma gli spiccioli che l’uomo riesce a racimolare nella sua vita vanno dati al Signore come impegno di solidarietà nei confronti di Cristo nostro fratello, modello e Signore. Questi spiccioli sono l’amore che ciascun cuore deve saper esprimere nella pienezza della sua maturità. Dio non chiede più di quanto ciascun uomo può dare, chiede, però, quello che ognuno è in grado di dare. E questo non perché l’Altissimo, l’Onnipotente, l’Onnisciente abbia bisogno di questi doni per espandersi ulteriormente, ma perché l’uomo, dimostrando la capacità di amare che gli è propria, glorifica Dio nella sua propria vita.
Naturalmente parlo di vita eterna. Non vi sorprenda se vi parlo già di vita eterna come di qualcosa che è già iniziata e non è, come voi pensate, di là da venire.
Il vostro spirito assume una sua fisionomia, una sua caratteristica, in questa vita, ed è questo spirito che vi verrà rivelato al momento del trapasso, quando il fisico, ridotto in cenere, vi permetterà di incontrare ciò che voi siete nella vostra realtà spirituale. Per questo spesso sentite di anime che si descrivono brutte, puzzolenti, piagate, oppure belle e luminose. Voi, in questa dimensione, vi ritroverete per quello che siete in quella parte di voi stesse che oggi non potete vedere. Avere lo spirito immerso in Dio, aperto all’amore, vuol dire vivere già in quella dimensione che sulla terra è paragonata al Paradiso.
Vivere nell’odio, nella rabbia, nell’avidità, nel rancore, è proiettarsi in quel luogo grigio e freddo che chiamate Purgatorio, e così via.
L’Inferno, il Purgatorio, il Paradiso, non sono dunque luoghi, ma condizioni dello spirito nelle quali voi continuerete ad esistere.






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