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Betlemme Anno Zero: Nascita di Gesù

LA SAPIENZA




WHAT CHILD IS THIS
è cantata
da  ANDREA BOCELLI















17 dicembre 2012
Alcuni anni fa, in un periodo difficile, la Trinità mi fece un bellissimo regalo di Natale, mostrandomi qualcosa di ciò che è avvenuto a Betlemme la notte in cui nacque Gesù, facendomi percepire l'atmosfera e le sensazioni che si respiravano. I Maestri mi dissero di scrivere ciò che vedevo. Per fortuna, perchè io mi ero incantata a guardare e, se non l'avessi scritto, oggi ne avrei solo un vago ricordo. Infatti quelli che hanno i miei carismi sanno che, se non scrivi subito tutto, per quanto incisivo e indimenticabile ti sembri ciò che hai visto e sentito, in breve si dissolve. I Maestri mi hanno spiegato che ciò avviene perchè le comunicazioni dal Mondo Superiore passano attraverso i chackra quinto e sesto, in questo caso, trattandosi di immagini, il sesto, e non attraverso il cervello fisico, che, quindi, non ne trattiene il ricordo. Solo quando si scrive e poi si rilegge, il contenuto viene appreso dalla memoria. Mi emoziona ogni volta rileggere queste pagine, anche se, purtroppo, ho solo il ricordo delle sensazioni provate, ma non le sensazioni stesse, in quanto al momento 'vivevo' proprio lì, ma ora, ahimè, sono 'qui'...
Comunque, ho pensato di farne partecipi gli altri bambini di Dio, quelli che Lui indirizza a questo sito. Allora, buona lettura e Buon Natale a tutti, specialmente a quelli che sono in un periodo di difficoltà . Ciao a tutti. Lalith


BETLEMME ANNO ZERO
Nascita di Gesù


Una grotta. Sulla sinistra dell'entrata, in posizione arretrata rispetto ad essa, c'è una fonte che sgorga da una roccia, sotto è stato scalpellato un incavo approssimativo per raccogliere l'acqua. L'aria è fredda e pura, serena. Tutto è quieto, silenzioso, immobile.
La grotta è buia. Entrando, a destra, in fondo, c'è della paglia, su di essa un mantello marrone, rammendato. Sopra siede Lei, con una sopravveste bianca su una veste di lana, avvolta in un mantell
o azzurro scuro; ha i capelli neri mezzo sciolti, è avvolta nella Luce: è in estasi. San Giuseppe è seduto vicino, indossa una sopravveste marrone su una veste di lana grezza, ai piedi ha pelli di pecora legate con lacci, tipo calzari. La guarda, colmo di meraviglia e deferenza. Maria ha mocassini di pelle rovesciata con la lana all'interno, alti alla caviglia, la fascia centrale è aperta ai due lati, per infilarli. Di fianco, sul fondo, c'è una mangiatoia di legno con dentro paglia, e un asino. Nella mangiatoia, al capo opposto dell'asino, c'è il Bambino. E' avvolto in pezze di lana, come fasce, sopra ha una camicina a maniche lunghe e, infine, una sopravveste di lana senza maniche. Sul tutto c'è una pelle di pecora.
Dalla mangiatoia viene luce.
Anche sulla grotta c'è una grande luce, ma, vista da vicino, essa appare formata da tantissimi Angeli che salgono e scendono ininterrottamente dal cielo. Fuori, altre creature di Luce, Angeli, che si recano dalle persone: pastori con greggi, in piccoli gruppi o singoli. Ce ne sono tre insieme, con le pecore; lì dove essi si trovano c'è una fonte nella roccia  e un pezzo di canna è stato usato per formare una specie di rubinetto. Uno dei pastori ste riempiendo d'acqua un secchio formato da fasce di legno tenute insieme da fasce di metallo, un altro secchio è a terra ai suoi piedi. Qualcuno, nelle case vicine, vede la Luce. Anche in queste case si recano gli Angeli. Un uomo e sua moglie, avvisati, si vestono e si avviano verso la grotta, pieni di gioia. Anche un pastorello.
Lontano, i Magi vedono la Luce e si dirigono verso di essa; un Angelo li guida, ma non lo vedono e non ne sono consapevoli.
Il cielo è pieno di Presenze, si avverte che è successo qualcosa di straordinario. Un cane si dirige verso la grotta mentre il pastore, con un agnello in braccio, lo segue come incantato. Le creature della campagna sono attratte dalla Luce e così le persone, che si sentono strane, con una grande gioia nel cuore. C'è un'aria speciale, nessuno ha sonno, tutti sentono che è successo qualcosa di meraviglioso. Tutto sembra perfetto, tutti sembrano sotto un incantesimo, vedono gli Angeli, ma quasi quasi pare loro normale. Anche l'erba e ogni cosa creata che è intorno è coinvolta e, a suo modo, consapevole e partecipe. La Luce è anche dentro tutti e aumenta man mano che si avvicinano alla grotta. Da qualche parte scorre un ruscello in cui un pesciolino fa le capriole.
Sembra che una polvere di Luce si depositi su tutti e dappertutto. Gli animali notturni non vanno più a caccia, anche loro sono affascinati. Davanti alla grotta spuntano improvvisamente dei  fiori, sono  azzurri con un cuoricino giallo al centro e pistilli neri, si diffonde il loro profumo. L'apertura della grotta è contornata di Luce.   
L'asino è contento. Si sposta vicino al Bambino, Lui lo guarda: i suoi occhi sono da adulto, dietro l'aspetto del Bambino c'è Lui adulto che manda amore all'asino, il quale fa versi di contentezza. All'interno della grotta, nell'angolo dove si trovano c'è una forte Presenza. Tutto è in movimento, eppure tutto sembra immobile. Si sente nell'aria un canto che dice: 'Gloria in excelsis Deo'. A terra, vicino all'entrata, c'è un agnellino accovacciato: l'ha posato un pastore di mezza età che è appena entrato, ha portato una forma di formaggio, e guarda emozionato il Bambino. Fuori la gente comincia ad arivare in silenzio, emozionata e felice, anche gli animali non fanno rumore. Si sente che tutti convergono qui.
Lei non è più in estasi e dallo sguardo traspare una straordinaria felicità; ora ha i capelli in ordine, annodati dietro la nuca. E' una ragazza molto giovane, di straordinaria bellezza. La gente comincia a portare legna per accendere loro un fuoco, e mantelli e coperte per fare loro un giaciglio, acqua, vino, formaggio, latte, frutti. Regna profondo amore e pace.
San Giuseppe mi appare come sotto la quarantina, molto più giovane di come comunemente viene raffigurato, ha i capelli scuri brizzolati, gli occhi castani molto dolci e buoni. Lei, Mariam, ha gli occhi azzurri, è molto bella, allegra, giovane. Il Bambino ha un po' di capelli castani, è tranquillo, guarda le persone con aria consapevole: tutti si sentono conosciuti nell'intimo, amati, perdonati nelle loro debolezze, e ciò pporta in loro un grande desiderio di essere migliori. Lacrime di commozione scendono su quasi tutti i visi.
Il pastorello che vedo avrà una decina d'anni, con lui c'è un adolescente, non piangono ma guardano con meraviglia di bambini e con letizia, hanno un cane marrone rossiccio che scodinzola e, il bambino più piccolo, ha un agnellino in braccio che deposita vicino alla mangiatoia per guardare meglio. Appoggia le mani sul bordo e si rizza sulla punta dei piedi, poi dice al fratello: questo bambino porta la pace? Caccerà i Romani? Che significa che è arrivato il Re? E' lui il Re? Il fratello dice: non lo so, così dicono: è nato il Re degli uomini.
E il bambino continua: ma questo non è un posto da re! E' più povero di noi, io almeno dormo per terra, nella stanza con mamma e papà, non nella mangiatoia dell'asino!
E il fratello: lo so, comunque lui è il Re. L'hanno detto tutti. E il piccolo dice: ciao, re! Si sentono contenti. Le persone adulte sono emozionate tanto da non avere più parole.
E' arrivata una coppia di mezza età e si occupa delle cose pratiche. La signora fa mettere comoda Maria, preparano una piccola cena, le danno latte da bere. I pastori guardano con venerazione il Bambino, non si fanno domande: è come se sapessero già tutto. A costoro, i primi giunti, Dio concede la grazia della Illuminazione e della Sapienza. Sanno che il Bambino è Dio in forma umana, provano sensazioni indescrivibili, è come se si fossero spogliati di colpo del loro vecchio essere e rinati a nuova vita.
Nessuno degli animali presenti verrà mangiato, ma tutti sono benedetti e vivranno una vita lunga e pacifica, come pure è benedetta tutta la natura intorno e gli animaletti che ci sono. Una prima ondata di grandi benedizioni è giunta con il Bambino e ha raggiunto tutti coloro che vanno, e andranno nei giorni a venire, a rendergli omaggio con cuore puro. Sono consapevole che il Male ha tremato e le sue orde si sono ritirate urlando di terrore, nel mondo molti che erano posseduti sono stati lasciati all'improvviso, le trame tessute lasciate a metà. Le creature del Male emanano vampe di terrore e di odio, sanno che quel Bambino è venuto per sconfiggerli.
E' tutto bellissimo. Non ci sono suoni, ma è come se la natura cantasse, compreso le rocce e le cose immobili.
C'è proprio un'atmosfera da magica notte di Natale.
Le bestie, fuori, se si incontrano, prede e predatori, non si uccidono l'uno con l'altro. Gli alberi stiracchiano i rami e sentono la linfa scorrere rinvigorente, qualcuno mette qualche fogliolina, ci sono ciuffi di erba verde qua e là. Il cane nella grotta è felice, si sente circondato da buoni sentimenti, siede davanti alla mangiatoia e muove la coda con aria allegra. Nessuno lo caccia. Gli agnellini si addormentano pacifici. Tutti sono gentili gli uni con gli altri. Dio Padre è presente dall'alto e abbraccia tutta la scena.
Non c'è posto per il dolore ora, ma solo per l'amore, perché dovunque c'è Dio c'è Amore.

 




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