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Dopo la morte

LA CONOSCENZA

2-5-09

QUANDO LA PERSONALITA’ HA TERMINATO IL SUO CAMMINO IN TERRA
Dal Maestro Malachia



Quando la personalità termina la sua esperienza in terra, lo spirito entra in uno stato di profonda meditazione, nel corso della quale apprende e assimila tutto ciò che ha ricavato dalla sua incarnazione, mentre l’anima entra in contatto con i suoi Maestri e viene effettuata una ‘revisione’ dell’esistenza appena trascorsa. L’anima si rende conto dei suoi errori e di quanto ne è derivato, come anche di quanto di bene, con le sue azioni, ha causato. E gioisce e soffre, a seconda dei casi, apprendendo in sé e vivendo su di sé i risultati delle sue azioni. In contemporanea le stesse lezioni finiscono nello spirito, che apprende così cosa ha ricavato dalla sua incarnazione. Quando l’anima ha compreso, assimilato, condiviso con i suoi Maestri il suo cammino, espiato e ripulito se stessa (stiamo parlando di anime ‘normali’, cioè non troppo cariche di errori, imperfette ma non ‘malvagie’ e che, quindi, hanno poco da rimproverarsi e poco da espiare, anche se molto da imparare), si ‘addormenta’ a sua volta e, in questo sonno beato le sue conoscenze, la sua personalità, trasmigrano nel suo spirito, che le ingloba in sé in una superiore unità di coscienza, risvegliandosi, infine, come ‘uno’, consapevole di sé e di ciò che, come anima, ha affrontato nel suo cammino in terra. In una parola, l’essere divino riacquista la memoria di sé, che è celata durante il cammino in terra, ricorda chi è, perché si è incarnata, ricorda la personalità che ha assunto, ma non attraverso l’ottica di questa, bensì attraverso la superiore visione dello spirito che contempla la missione compiuta, ricordandosi di sé e delle personalità precedenti, che racchiude in sé in una visione totale di quello che è stato il suo cammino fino a quel momento. Quindi anima e spirito tornano all’unità, non c’è la morte della coscienza terrena ma la sua evoluzione, in una prospettiva di comprensione superiore. E’ come se ci si svegliasse da un sogno, ricordandolo vivamente, e si riprendesse il proprio posto nel proprio mondo.
Coloro che, invece, hanno condotto una vita di malvagità e di efferatezze, restano a lungo in una specie di limbo, dove vengono fatte visionare e ‘assaggiare’ tutte le conseguenze, a largo raggio, di ogni loro singola azione improntata al Male, fino a che l’anima non comprende, vivendola sulla propria pelle, quanto sbagliata fosse quell’azione e lontana dal Bene universale. Quando, attraverso la sofferenza personale che deriva dalla consapevolezza del male fatto e si configura in molte forme, freddo, caldo, solitudine, tutte sensazioni che l’anima prova e che esprimono l’orrore di sé e delle proprie scelte, quando, dunque, la consapevolezza è stata raggiunta e, quindi, la comprensione ottenuta e la negazione del Male interiorizzata, l’anima è pronta a riprendere il proprio cammino di evoluzione per ricongiungersi al proprio spirito che, nel frattempo, ha sofferto per la propria inettitudine a governare la propria personalità terrestre secondo il principio del Bene universale al quale chiunque deve volgersi.
Le Anime Oscure percorrono lo stesso cammino, cercando di fare appello a quel poco di Bene che ancora contengono, ma solo se la loro volontà di espiazione è forte, come pure la loro capacità di valutazione del Male compiuto. Tuttavia molte sono ormai preda del Male per loro stessa scelta e propensione e, quindi, alla fine del cammino terreno, si dirigono verso una dimensione di Tenebre, vietata a tutti coloro che appartengono al Bene e lì, per loro stessa scelta, rimangono fino a mescolarsi in tutto con le Creature del Buio.
Vengono, invece, da Dio, ‘distrutte’ quelle anime che si sono troppo inzaccherate nel loro cammino e per le quali, in quella ‘forma’, in quell’amalgama di elementi, non c’è possibilità di evoluzione, benché in loro esista ancora una qualche propensione al Bene e, quindi, possano ancora essere ‘salvate’. La ‘distruzione’ non è una punizione, ma un estremo tentativo di salvezza prima di consegnarle al Buio, un tentativo in cui si ricostruisce, in forma diversa, l’amalgama degli elementi che le costituisce, per vedere se, in una nuova forma, cambi il loro atteggiamento e comportamento. In qualche misura ciò coinvolge anche lo spirito, che viene ‘formattato’ in elementi diversi, quindi c’è una ‘perdita’, se vuoi usare questo termine, ma essa confluisce in una rinascita di elementi intorno al principio del Bene che splende luminoso e cercherà di sé la ‘nuova’ creatura risorta dalla vecchia e che, comunque, la contiene in sé. Se lo spirito riuscirà ad evolversi, continuerà per la strada di evoluzione normale, se non vorrà, sceglierà scientemente il Buio.
Ho cercato di semplificarti i concetti per renderli alla tua portata, ma le cose sono molto più complicate di così.. Vivi  una giornata proficua e in letizia in unione al tuo spirito celeste e, attraverso di lei, con Dio. Studia e continueremo ad insegnarti.
I tuoi Maestri attraverso Malachia.




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