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I Serafini

LA CONOSCENZA


16  maggio 2013

I SERAFINI
dall'Angelo Elyam-El



Vedo un Guerriero della Luce. Indossa l'armatura, stringe in mano l'asta del vessillo di Luce che porta e che non è del colore che vedo di solito (finora ho visto le armate di Dio innalzare il vessillo bianco e celeste), emana potere e sorriso, è biondo, con i capelli lunghi appena sotto il collo. Mi dice:

Io rappresento la Luce che vince le Tenebre. Mio è il vessillo di Luce che acceca il Nemico e che precede l'Armata che io precedo. Guerrieri della Luce: noi manifestiamo direttamente la Luce di Dio.
Lalith: Come la Signora della Luce?
- Sì, come la Signora della Luce. Ma lei rappresenta la Luce che cura e soccorre, noi il Potere della Luce che vince e allontana l'Oscurità. Portiamo nella nostra aura la Luce di Dio e affianchiamo tutti i Raggi. Accompagniamo gli Angeli capeggiati da ognuno degli Arcangeli, rafforziamo la loro Luce e il loro Potere.
Lalith: Il vostro capo è Giustino?
-
Giustino? Sì, è uno dei nomi del nostro Capitano. Siamo ciò che sai, ciò che immagini, ciò che intuisci: manifestazioni superiori dell'Essere, coloro attraverso cui combatte e vince, a cui affida la propria Luce: Angeli, Serafini.
Assumiamo molti aspetti. Ci raffigurano come Ruote di Fuoco, questo perchè nessun umano può reggere il fulgore della nostra Luce abbagliante. Rappresentiamo la Gloria di Dio, che si manifesta nel canto perenne, nella lode, nella gioia dell'essere. E' il nostro diuturno lavoro proteggere la Creazione e i creati.
Giustino ci capeggia e procede fiero e invincibile davanti alle sue schiere, davanti a lui l'Oscurità arretra tumultuosamente ritirandosi verso i propri abissi.
La Luce sia con te, guerriero di Dio. Ti benediciamo, ti sorridiamo, che attraverso te altri trovino la strada.
Dal mio cuore al tuo.
                                           Elyam-El, Angelo guerriero

'Dal mio cuore al tuo' è il saluto che ci si scambia nell'altra dimensione, quello
con cui si augura ogni bene, con cui si trasmettono i migliori sentimenti
del proprio cuore per farne partecipe l'altro e offrirgli tutto ciò che di bello
si ha. Loro di solito lo pronunciano posando sul cuore l'indice e il medio
della mano destra uniti tra loro e poi volgendoli verso il cuore di colui che
si sta salutando, passando proprio i sentimenti da un cuore all'altro.

                                                                                                                                
                                                                                                                                      






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