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Il reato di clandestinità

LA CONOSCENZA

11-9-09

IL REATO DI CLANDESTINITA’
dallo spirito K.


Si accusano di reato di clandestinità coloro che sono giunti in un altro punto della terra, della quale sono padroni a pieno titolo, nel tentativo di migliorare la loro squallida esistenza o, semplicemente, spinti dalla necessità di sopravvivenza. In Italia si è giunti a tanto.
Il reato di clandestinità significa che si considera reato l’esistenza stessa. E’ reato essere vivi e cercare di sopravvivere.
Il dolore che è negli occhi di questi uomini, di queste donne, di questi bambini, non viene colto. Si guarda con indifferenza a questa merce umana che viene trasportata su imbarcazioni fragili, inadeguate, come a un carico, un fastidio, addirittura come a briganti che vogliono rubare ciò che appartiene a se stessi, alla propria razza, alla propria fortuna. E la fortuna non la si vuole dividere. E’ reato essere poveri, aver fame, voler restare vivi.
Vergogna.
Quelli che sono attualmente al governo recepiscono gli impulsi del Maligno camuffati da razionalità, buonsenso, difesa dei diritti del popolo italiano, congiuntura economica, incapacità delle strutture del Paese a reggere ulteriori pesi. Bisogna porre un argine agli invasori, a quelli che vogliono togliere il pane di bocca ai nostri figli, invadere le nostre strade, violentare le nostre donne, privarci di quello che ci spetta di diritto.
Inquinare la nostra razza.
Qua siamo arrivati. Di nuovo si sente volare nell’aria il concetto di razza che era stato abbattuto. Di nuovo l’odio viscerale sta trovando la sua strada per manifestarsi. Il mostro ha cambiato le sue sette teste, ha un aspetto piacevole, comunicativo, fa leva sulla paura di perdere ciò che si ha, e non si capisce che il pericolo è più grave: perdere ciò che si è. Figli dell’uomo, figli dell’umanità. Ma, soprattutto, figli del Bene, creati da Dio a sua immagine e somiglianza per portare la Luce nel mondo e non per nasconderla sotto una coltre di Oscurità.
Il Male ha allungato i suoi tentacoli sul governo italiano e lo sta avviluppando come una piovra. Pochi resistono, combattono e levano la voce. Il reato di clandestinità è una vergogna per ogni italiano e il karma della nazione sta aumentando a causa di tutti i reati di odio che si stanno commettendo nei confronti dei ‘diversi’ di ogni tipo e che si vanno moltiplicando qua e là. La feccia, che non è formata dai non abbienti, ma da tutti coloro che si inchinano al Male, di ogni età e posizione sociale, la feccia sta venendo a galla, perché coglie gli inviti surrettizi che il Male rivolge e che il governo raccoglie: inviti di divisione, di scomposizione di quel che di tolleranza e reciproca comprensione si era riusciti a cementare nel comportamento sociale degli italiani. Si torna indietro a quando il nero era ritenuto impuro, poco più di una scimmia da addomesticare. La televisione spesso rimanda le immagini dei cosiddetti ‘clandestini ’e sono immagini strazianti, di bimbi e donne con il vuoto negli occhi e la disperazione nel cuore, di uomini desolati e senza futuro. E quelli che in Italia vivono seguendo i dettami della pubblicità, che nutrono al meglio i loro figli, che concedono a se stessi lussi e ogni ben di Dio, si arrogano il diritto di negare la speranza, di chiudere gli occhi sul futuro di queste persone, considerate meno che oggetti perché non sono cittadini d’Italia. Ma sono cittadini della terra, mandati da Dio a portare a termine il loro compito evolutivo, pari in dignità a qualsiasi altro essere che cammini sulla terra.
Tutta l’umanità dovrebbe coalizzarsi per poter vincere la guerra contro il Male. Il mondo è stato affidato agli uomini ed essi si sono arrogati il diritto di governarlo senza Dio. Il laicismo del governo è un punto di vanto e il Maligno lì depone le sue uova e le cova, come pure nelle cosiddette ‘teocrazie’, dove il concetto di Dio è distorto e utilizzato dall’uomo per tenere schiava la moltitudine: in ogni caso è sempre il Male a far sentire la sua voce. E molti sanno e fingono di non sapere, fingono di credere alle illusorie rassicurazioni che vengono inviate, di stare agendo per il Bene Comune.
Povera Italia e povera umanità.







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