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L'aborto

LA CONOSCENZA

22- 5 -09

L’ABORTO
Dagli Arcangeli del Settimo Raggio Zadkiel e Ametista
ARCANGELI DELLA GIUSTIZIA

Abortire toglie la possibilità a un’anima di portare a termine il proprio piano vitale, di espiare, di affrontare e di vincere il karma, di offrire e di offrirsi. La maggior parte degli aborti cosiddetti ‘terapeutici’ impedisce la scelta di chi aveva deciso di affrontare una vita di sofferenza e di limiti come offerta per l’umanità. Ovviamente coloro che avrebbero dovuto fare da genitori, nella dimensione spirituale avevano dato il loro assenso, ma poi, calati nella carne, la materialità, la paura, la pochezza, hanno preso il sopravvento e si è badato solo a tutelare la propria vita, a offrirsi e a offrire il meno possibile, seguendo un falso modello di ‘normalità’ e di ‘riuscita nella vita’. I bambini reggono  il mondo, con la loro luce e il loro splendore bilanciano molte delle azioni meschine e malvagie che voi adulti commettete. I bambini handicappati, poi, sono la Luce del mondo e dei mondi. La loro forza e il loro potere è tale che bilanciano le azioni negative commesse nell’intero universo abitato. Togliere ad un’anima la possibilità di incarnarsi significa non solo bloccare il cammino evolutivo di quell’anima, ma anche privare l’universo intero di una potente difesa contro il Male che avanza e che, prospettando concetti che non gli appartengono, (quali: libera scelta, riappropriazione della libertà femminile, cessazione dell’asservimento al maschio, gestione personale del proprio corpo, misericordia nei confronti del nascituro sottratto a una vita di sofferenze, diritto a preservare l’unità familiare senza ulteriori pesi, bilanciamento ponderato delle proprie forze che non vanno ’sprecate’ ma utilizzate per crescere nella carriera, nella rispettabilità, nella conferma dei progetti per il futuro che non possono essere intaccati da un improvviso allargarsi della famiglia) svuota di ogni contenuto positivo questi termini e tali concetti fondendoli in una parola sola: egoismo. Difesa, cioè, del proprio ego, del proprio piccolo mondo, dei propri piccoli obiettivi, dei propri piccoli limiti. Ci si muove entro orizzonti spiritualmente angusti, attenti a non travalicare i segni tracciati per terra, per creare una realtà nuova, fuori dalla norma. Ma pochi vogliono o acconsentono a tracciare una strada nuova, pochi rinunciano ad agi, comodità, serenità, stabilità, per accudire un bambino handicappato che diventa, effettivamente, il padrone della tua vita, pochi sono in grado di reggere questo peso e di contribuire così a migliorare il destino dell’umanità. Ma vengono rifiutati anche bambini che sarebbero stati perfettamente sani se fosse stato loro permesso di crescere. Per amore della comodità, per non rinunciare a un viaggio programmato da tempo, per non dover allargare la cintura del vestito e perdere così una linea faticosamente mantenuta, perché non si vuole sposare l’uomo o la donna con cui questo bambino è stato concepito, perché l’atto sessuale era solo un gioco, l’abbandono di un momento, un attimo di godimento di cui si rifiutano le conseguenze.
Il mondo va verso la propria rovina.
I bambini sono un dono in più che Dio vi fa per arginare questa corsa verso il baratro. Amate i bambini, comunque essi siano: rappresentano la manifestazione fisica della Grazia di Dio.
La legge sull’aborto.
Comprendo il tuo punto di vista: nella rovina, non vuoi che si aggiunga male al male.
A volte Dio prende una vita per compensare quella che si è persa e si muore per un aborto. A volte non si riesce più ad avere figli, e così si espia il karma e si aiuta l’umanità con la propria sofferenza. A volte malattie psicologiche subentrano per il rimorso. La maggior parte delle volte l’aborto viene considerato alla pari di un intervento dl dentista: si toglie il dente e non ci si pensa più. Al di là degli inetti, degli ottusi, dei crassamente ignoranti, non si può mai pensare che spegnere una vita equivalga ad esercitare la libertà di scelta. Una scelta di sofferenza va rispettata: l’anima ha diritto, un diritto più importante, di esercitare la propria libertà di scelta, di affrontare il cammino nel mondo, qualunque sia, e il primo dovere di una donna è dare la vita non toglierla seguendo una malintesa idea di libertà, Non c’è libertà nell’abortire, ma sottomissione a falsi paradigmi che, nove volte su dieci, vengono imposti dall’esterno, cioè la famiglia, il buon nome, la gente. O inseguendo la propria realizzazione secondo i canoni diffusi dai mass-media che presentano la famiglia perfetta: due macchine, due figli, Università per loro, Master. Poi ottimo matrimonio, seconda casa, viaggi in luoghi esotici, soddisfazione per aver fatto scelte mirate. Un pacchetto ‘all inclused’, tutto incluso, come se il viaggio sulla Terra fosse un viaggio organizzato al meglio da un tour operator. E, in tutto ciò, si pensa che la legge sull’aborto difenda i diritti della donna. Ma difende solo la sua immaturità, la sua incapacità decisionale, incapacità di effettuare scelte coraggiose e controcorrente.
L’uomo si arroga il diritto di Dio di decidere della vita e della morte. Curate la vita e curerete la morte. Lo spirito deve essere risanato, reso terso, brillante, e ciò lo si può fare solo tramite l’esistenza terrena. Voi togliete ad anime desiderose di ripulirsi la possibilità di farlo. A causa del, ripeto, vostro egoismo, della vostra incapacità, della vostra inettitudine. La legge sull’aborto dovrebbe essere l’ultima spiaggia, quella a cui fare ricorso solo in casi eccezionali, particolarmente dolorosi, per aiutare donne deboli, famiglie disagiate, più spiritualmente che materialmente, ma non un modo abituale per risolvere il problema del controllo delle nascite.
Dio, conoscendo la vostra pochezza, ammette l’esistenza di questa legge nei vari stati, ma lo fa per amore nei vostri confronti. Lo fa per salvare voi da voi stessi, per evitare di essere costretto a mettere in pratica altri accorgimenti per equilibrare il Bene e il Male, togliendo una vita per equilibrare quella che è stata rifiutata, per non essere costretto a far espiare ad altri questo atto sconsiderato. La possibilità di operare l’aborto in una struttura assistita rende le cose più agevoli, dà una garanzia in più. Ma il karma rimane, e andrà equilibrato, ricadendo sulle spalle di tutti coloro che hanno contribuito ad operare questa scelta. Tale legge evita che ci siano immediate conseguenze in Terra, con la morte o la mutilazione di una donna nelle sue facoltà di concepimento ulteriore, salva il salvabile e Dio concede altre esperienze da vivere a queste persone perché, nel corso della vita, possano equilibrare il karma che hanno creato, crea occasioni di ravvedimento. Se avete abortito, o praticato un aborto, operate per la vita per equilibrare il karma che avete generato. Adottate un bambino o più bambini, anche a distanza, operate per la vita in tutti i modi, contribuite alle raccolte fondi che si fanno per aiutare qualcuno quando è gravemente malato, o per la ricerca, o, semplicemente, prendetevi cura dell’anziano parente, della vicina sola e malata, visitate gli ospedali, andate negli ospizi, negli orfanotrofi. Ma operate per la vita, giacché avete seminato la morte e questo è l’unico modo che avete per non trascinare le vostre azioni nel vostro karma a venire.
Dio vi benedice, Dio vi ama, sempre, al di là delle vostre azioni, ma, ricordate, ciò che di male si compie rimane da pagare e il debito verrà onorato. Sempre.
Amate la vita, amate la diversità, non fossilizzatevi su voi stessi e le vostre esigenze, datevi, offritevi, sacrificatevi, servite il mondo. Portate l’Amore, la Compassione, la Tenerezza, e le Tenebre arretreranno e solo così conoscerete, e manterrete, la vera libertà, quella di essere Figli di Dio, Padroni del cosmo, Schiavi dell’Amore. Amen.

                             







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