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Passioni terrene

LA CONOSCENZA

29-09-09

PERCORSO EVOLUTIVO DELLE ANIME CHE IN VITA
SONO STATE TRAVOLTE DALLE PASSIONI TERRENE
Dallo spirito K.


Comunemente si crede che l’uomo cambi automaticamente per il solo fatto di essere morto. Invece il vizio lo segue, finché, con un atto di volontà, non se ne sarà consapevolmente liberato. La volontà di recuperare la propria natura divina, di riconoscerla in sé, di distinguere se stessi dai propri desideri. Se l’anima è ancora legata al suo io terreno, mantiene in sé la memoria dei bisogni, necessità e desideri terreni. Se non ha ben preciso il suo ruolo e il passaggio di dimensione, se le passioni lo hanno travolto in vita (sesso, alcool, cibo, droga e quant’altro può asservire un uomo), il corpo sottile ne mantiene la memoria, perché l’uomo si è fatto asservire e non ha vinto la sua battaglia contro la materialità. E da questa si deve volontariamente distaccare, rinnegandola ed aprendosi alla scoperta e alla comprensione del proprio Sé Superiore.
In poche parole: finché l’anima vedrà se stessa come un uomo e non come uno spirito, sentirà mordere in sé tutte le passioni che lo hanno fatto schiavo in vita. Quanti avari si vedono manifestarsi ancora intorno ai loro tesori? E così via. Il passaggio di stato non è automatico: quando si trapassa si è esattamente ciò che si era cinque minuti prima. Con un corpo. Che non è lo stesso di prima, d’accordo, ma è percepito come tale. Inizia allora il lavoro di ‘ripulitura’. Ma, finché l’anima non darà il giusto peso alle necessità umane, considerandole, appunto, necessità legate al manifestarsi in terra attraverso un corpo denso, necessità legate alla procreazione, al sollievo dell’anima e della psiche attraverso i sensi, al mantenimento in vita, finché non capirà, cioè, che il cibo, il sesso, servono solo per raggiungere dei fini legati al corpo, ma che l’anima se ne può e se ne deve liberare, finché non avrà ripreso il controllo di se stessa e la consapevolezza della propria dignità, sarà schiava, come lo era in vita. Del sesso, del cibo, del denaro, dell’alcool, della droga. Anche della droga.
Chi non ha saputo affrontare le prove e le vicissitudini della vita annegando se stesso nell’alcool o istupidendosi con la droga, dovrà fare un ‘corso di recupero’, come se entrasse in una comunità o in un centro per dipendenze, e solo la sua volontà, oltre all’incoraggiamento e all’amore dei Maestri, lo tirerà fuori. L’anima si trascina insieme tutto ciò che ha avuto per sé valore in vita. Perciò alcuni sono malati o storpi o vecchi o incarogniti: non hanno saputo scoprire la bellezza, la purezza, la dignità del proprio Sé interiore.
L’anima non ha un’attrezzatura sessuale funzionante e solo vaghi ricordi e percezioni può godere, a meno che non sia un’Anima Oscura e, quindi, può ‘possedere’ qualcuno, una vera e propria possessione diabolica. Perciò, il sesso non appaga, il cibo non sazia, l’alcool non fa raggiungere né esaltazione né oblio, la droga ti lascia consapevole.
E’ un’illusione. E, quindi, non colma né appaga.
I ‘fantasmi’ continuano a girare intorno all’oggetto del loro desiderio, le anime si tormentano mentre cercano di liberarsene. Chi cade, si rialza e riprova, se non scende a un livello così basso da essere circuito sempre più, di modo che il passaggio al livello spirituale si allontana ancora. Se si cade, bisogna riprendere il cammino.

LE ANIME OSCURE

C’è da fare una distinzione tra umani, spiriti creati da Dio che si sono volti al Male, e servi del Maligno, che sono venuti sulla terra, ma che non sono spiriti di umani.





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